Il VapCap M7 è un vaporizzatore a butano progettato e costruito negli USA. Vale la pena tenere d’occhio la disponibilità sia del modello base sia della versione allungata, la M7XL. I tratti distintivi di questo apparecchio sono soprattutto il consumo di erbe davvero contenuto, l’estrazione rapidissima, la qualità del vapore e l’affidabilità. Non è un dettaglio secondario nemmeno l’ottimo rapporto tra prezzo e possibilità del dispositivo.
Cosa scoprirai in questo articolo?
👉 Quali sono i pregi e i difetti dei vaporizzatori VapCap M7 e M7XL?
👉 Quali sono le caratteristiche più importanti dei VapCap M7 e M7XL?
👉 Come sfruttare a fondo il potenziale del VapCap M7 o M7XL?
👉 Come si posizionano VapCap M7 e M7XL rispetto ai vaporizzatori concorrenti?
👉 In cosa si differenzia il VapCap M7 dal modello M7XL?
Indice dei contenuti:
- VapCap M7/M7XL dal punto di vista tecnico – specifiche e funzionalità 🔧
- Come si comportano VapCap M7 e M7XL nella pratica? 😮💨
- Quali sono i pregi e i difetti più importanti dei vaporizzatori VapCap M7 e M7XL? ✅
- Tips & Tricks, ovvero come ottenere i risultati migliori con VapCap M7 e M7XL 😶🌫️
- Per chi VapCap M7 o M7XL sarà una buona scelta? 🤔
- Vaporizzatore VapCap M7 e M7XL vs. concorrenza ⚔️
- Vaporizzatore VapCap M7/M7XL – le conclusioni 💨
A colpo d’occhio si nota subito una costruzione con piccole modifiche rispetto ai predecessori. Il vaporizzatore VapCap M7/M7XL è realizzato al 100% in acciaio inossidabile, come gli altri modelli della serie M.
L’apparecchio è estremamente solido e si presenta molto bene anche dal punto di vista estetico. La finitura del corpo (body) in questo modello ricorda da vicino una cotta di maglia medievale e, cosa ancora più importante, garantisce una presa davvero sicura. Un danno meccanico al VapCap M7 è un’eventualità molto poco probabile: qui non c’è elettronica delicata né altri elementi sensibili a urti, graffi e simili. Naturalmente questo modello è un vaporizzatore portatile. La sua costruzione robusta è quindi un vantaggio enorme.
Il VapCap M7 è un dispositivo analogico al 100%, libero dai limiti tipici degli apparecchi a batteria. L’elemento più delicato è il cappuccio della camera di riscaldamento (cap), ma anche questo è resistente: basta solo fare attenzione a non surriscaldarlo durante il riscaldamento, argomento su cui torneremo più avanti.
Il VapCap M7 propone un sistema di riscaldamento ibrido. Sul tip, cioè la camera di riscaldamento, si infila il cap e lo si scalda con una torcia a butano o con un riscaldatore a induzione, per poi passare alla vaporizzazione una volta raggiunta la temperatura giusta.
Il VapCap M7 ha guadagnato in fretta popolarità e giudizi positivi tra gli appassionati. Il motivo è il nuovo tip, che garantisce un’estrazione più veloce e una migliore ritenzione del calore, il che si traduce in meno riscaldamenti necessari. Il vaporizzatore produce una quantità sorprendente di vapore denso. L’efficienza può stupire perfino gli utenti più esperti.
I vaporizzatori VapCap M7 e M7XL sono dispositivi incredibilmente parsimoniosi. L’alta efficienza fa sì che dalle erbe si estragga il massimo delle sostanze attive. Nella camera entrano al massimo 0,1 g di erbe, ma è possibile dimezzarne la capienza. Anche una quantità così piccola basta per una sessione piena di vapore denso e intenso.
VapCap M7/M7XL dal punto di vista tecnico – specifiche e funzionalità 🔧
VapCap M7 e M7XL si distinguono per il nuovo tip, cioè la camera di riscaldamento. Non ha alette di raffreddamento e, nonostante questo, evita molto meglio il riscaldamento del corpo rispetto ai modelli precedenti. La trasmissione del calore verso il corpo è stata ridotta di circa il 20%.
Il nuovo tip significa anche una massa termica maggiore, per giunta spostata leggermente verso il basso. Questo permette una ritenzione del calore superiore, perché crea una sorta di serbatoio che mantiene il tip alla temperatura ottimale per un periodo decisamente più lungo. Il nuovo tip consente inoltre un’estrazione delle sostanze attive molto più rapida rispetto ai VapCap precedenti. Unito alla ritenzione del calore, questo significa che riscaldando correttamente il VapCap M7 riusciremo a consumare il contenuto della camera in un massimo di 2 cicli di riscaldamento. E se ci concediamo un riscaldamento un po’ più aggressivo, anche in uno solo.
Nei vaporizzatori a butano purtroppo non troviamo una regolazione precisa della temperatura. Il VapCap M7 usa il sistema di controllo della temperatura standard del marchio DynaVap, il cui cuore è il cap. Durante il riscaldamento con la torcia o con il riscaldatore a induzione, a un certo punto il cappuccio emette un caratteristico clic, uno o due. Significa che è stata raggiunta la temperatura ottimale. Dopo un po’ di tempo il clic si ripete: quello è il segnale che la temperatura è scesa ed è necessario riscaldare di nuovo.

VapCap M7 e M7XL offrono proprietà leggermente diverse per quanto riguarda il raffreddamento del vapore. La versione più lunga se la cava un po’ meglio su questo fronte, anche se la differenza non è abissale. Oltre a questo, la M7XL propone un condensatore di nuova generazione senza guarnizioni. È stato introdotto anche un bocchino in acciaio. Il nuovo condensatore XL è interessante perché, regolandone la posizione nel bocchino (dove va inserito prima del montaggio nel vaporizzatore), possiamo influenzare la densità del vapore prodotto, il che elimina del tutto la necessità di usare la presa d’aria.
Il nuovo corpo in acciaio inossidabile ha una texture porosa ed è liscio solo in apparenza. Grazie a questo garantisce una presa più sicura, aspetto importante mentre lo si fa ruotare tra le dita durante il riscaldamento. Il produttore ha rivisto anche la presa d’aria: adesso è molto più facile coprirla parzialmente, se preferiamo questo metodo di inalazione.
Come si presentano VapCap M7 e M7XL dal punto di vista tecnico?
I vaporizzatori VapCap M7 e M7XL non contengono batteria, display, modulo di vibrazione o qualsiasi altra elettronica. Nella confezione non troviamo nemmeno una torcia dedicata: possiamo usare un qualsiasi modello a butano. L’apparecchio arriva senza accessori aggiuntivi, come retine o guarnizioni di ricambio.
Come si comportano VapCap M7 e M7XL nella pratica? 😮💨
Le novità più importanti di VapCap M7 e M7XL sono la maggiore ritenzione del calore unita alla possibilità di consumare l’intera camera in un solo ciclo di riscaldamento e le migliori proprietà termiche, che riducono il calore trasmesso al corpo del vaporizzatore. L’apparecchio produce vapore di primissima qualità, e ne produce davvero tanto. Il numero di tiri che otterremo dipende da molti fattori, soprattutto dallo stile di riscaldamento e dalla tecnica di inalazione, ma anche dalla quantità e dalla qualità delle erbe nella camera.
Il vapore restituisce benissimo il sapore e l’effetto delle erbe utilizzate. La sua qualità è paragonabile a quella dei vaporizzatori elettronici premium. L’impossibilità di impostare la temperatura con precisione fa però sì che la qualità del vapore dipenda in una certa misura dall’abilità dell’utente. Riscaldando il cap nel modo giusto tireremo fuori dalle erbe il massimo. Esiste però anche la possibilità di surriscaldare il materiale nella camera e in quel caso, ovviamente, il sapore ne risente parecchio.
Il nuovo puntale dei vaporizzatori VapCap M7 e M7XL permette sessioni quasi fulminee. Se scaldiamo il cap proprio nella parte bassa, bastano pochi tiri per svuotare la camera. Il vapore denso sarà abbondante e per chi inizia può risultare un po’ impegnativo. Il riscaldamento standard, più lento, del cap a metà altezza, facendo contemporaneamente ruotare il vaporizzatore, regala una sessione un po’ più lunga e più delicata. In questo caso possono servire alcuni cicli di riscaldamento.

Il VapCap M7 se la cava piuttosto bene con il raffreddamento del vapore prodotto. La versione M7XL fa un po’ meglio. Le differenze, tutto sommato, non sono enormi. Si può modificare il flusso d’aria coprendo in parte o del tutto il foro dedicato (nella M7) oppure regolando la posizione del condensatore (M7XL). In questo modo adattiamo la tecnica di inalazione. Un flusso d’aria minore significa vapore più denso, uno maggiore garantisce un raffreddamento migliore.
Nella pratica, a nostro giudizio, la M7 dà il meglio senza coprire affatto la presa d’aria e con tiri lunghi e decisi. In quel caso l’airflow è liberissimo e l’aria che scorre dentro il vaporizzatore “trascina” il vapore che esce dal tip, senza raffreddarlo come accadrebbe con la presa d’aria coperta, quando più aria entra nella camera sotto il cap. Allo stesso tempo il vapore ha una temperatura confortevole e non irrita la gola. Se non avete ancora provato questa tecnica, vale la pena testarla: con la M7 funziona alla grande.
Da sapere: questo vaporizzatore si può abbinare a un filtro ad acqua. Così il VapCap M7 o M7XL offre un vapore meglio raffreddato e più umido, il che ci permette di inalarne di più, con effetti di conseguenza più marcati. Spesso però questo richiede l’acquisto di accessori aggiuntivi. Questo modello si adatta all’attacco da 10 mm senza alcun adattatore e sono disponibili anche adattatori in vetro per il collegamento a pipe ad acqua con attacchi di diametro diverso.
Usare il VapCap M7 o M7XL richiede un po’ di pratica, come del resto tutti i vaporizzatori DynaVap. Le erbe macinate vanno messe nella camera e coperte con il cap. Poi si passa al riscaldamento. La sessione più rapida si ottiene scaldando il tip sulla linea di fine cap e facendo ruotare il vaporizzatore. Sentito il clic, interrompiamo il riscaldamento e passiamo all’inalazione.

Vaporizzare con il VapCap M7 non è quindi immediato come con i modelli elettronici. Non ha bisogno di batterie, non si guasta ed è incredibilmente resistente, ma richiede manualità per dare il meglio. Una volta padroneggiata la tecnica, il VapCap diventa uno dei vaporizzatori più comodi sul mercato.
Il VapCap M7 dà il meglio nella vaporizzazione in solitaria. La camera è piuttosto piccola, quindi in compagnia conviene molto di più una carica a testa. Qui torna utile la possibilità di consumare tutta la camera in un unico ciclo di riscaldamento.
Il VapCap M7 è il cavaliere sul campo di battaglia della vaporizzazione: d’acciaio, affidabile e senza paura! Resiste ai colpi, pronto a tirare fuori il massimo dalle erbe, e per giunta non ha bisogno di batterie, perché chi l’ha mai visto un cavaliere con il powerbank nell’armatura?
VapoManiak – recensore professionista di vaporizzatori
I vaporizzatori DynaVap, VapCap M7 e M7XL compresi, si distinguono per una resistenza fuori dal comune. La costruzione solida li rende la proposta ideale per i viaggi e non solo. Pulito con regolarità e usato come si deve, un VapCap resta al nostro fianco per anni senza problemi.
Nel momento in cui scriviamo questa recensione, il prezzo standard della M7 si aggira sui 90 EUR. La XL, un po’ più lunga e con la camera più grande, costa invece circa 120 EUR. Vale però la pena sapere che le differenze tra le due sono davvero minime.
Quali sono i pregi e i difetti più importanti dei vaporizzatori VapCap M7 e M7XL? ✅
Il vaporizzatore VapCap M7 si distingue per un’estrazione più veloce rispetto ai modelli precedenti e per una serie di miglioramenti minori che incidono soprattutto sulla comodità d’uso. Restituisce l’effetto pieno delle erbe e anche il loro sapore.
Un grande vantaggio è l’acciaio inossidabile usato per la produzione della serie M. Garantisce una robustezza che negli altri vaporizzatori si cerca invano. L’apparecchio resiste a urti, graffi, abrasioni e simili.
Il VapCap M7 non ha bisogno di batterie per funzionare. Serve soltanto una mini torcia a butano. Averla dietro può risultare scomodo per qualcuno, visto che bisogna portare con sé due oggetti: il vaporizzatore e appunto la torcia. Tutto sommato, però, una singola ricarica di gas garantisce molte più sessioni di una singola ricarica di un dispositivo elettronico. È un bel punto a favore del butano.

L’apparecchio può sollevare qualche dubbio sul raffreddamento del vapore. Il VapCap M7 è piuttosto corto e questo fa sì che le inalazioni con la presa d’aria coperta possano risultare fastidiose per chi è più sensibile alle temperature elevate. Il VapCap M7XL attenua il problema allungando il corpo e cambiando il condensatore, ora senza guarnizioni. La questione si risolve comunque del tutto usando la tecnica di inalazione descritta sopra, senza coprire la presa d’aria, oppure abbinando il vaporizzatore a un filtro ad acqua.
Anche la necessità di saper riscaldare bene il vaporizzatore può essere un difetto per qualcuno. Va da sé che con un uso disattento ci si può anche scottare. Il produttore ha comunque curato il corpo, la cui struttura garantisce una presa più stabile e sicura. Il riscaldamento risulta inoltre poco comodo all’aperto, soprattutto con il vento.
Recensione del vaporizzatore VapCap M7/M7XL – il butano per chi ama l’estrazione rapida - Pregi e difetti
VapCap M7 e M7XL sono vaporizzatori che richiedono manualità per sfruttarne il potenziale. Sono un po’ più impegnativi dei modelli elettronici sul fronte dell’utilizzo. Ripagano però con un sapore splendido e con un vapore dall’effetto pieno. Dalle erbe estraiamo inoltre la netta maggioranza delle sostanze attive: il livello di estrazione è decisamente di classe premium. La sessione si può portare a termine anche in pochi tiri. Uno dei vantaggi più importanti resta però il consumo ridotto di erbe. VapCap M7 e M7XL nella maggior parte dei casi garantiscono che ne useremo di meno, soprattutto grazie a un’estrazione molto efficace e a una camera relativamente piccola.
Non mancano i difetti. Il vaporizzatore VapCap M7 richiede di padroneggiare la tecnica di riscaldamento con la torcia. Per alcuni utenti risulterà troppo scomodo da usare. L’apparecchio non brilla nemmeno nella vaporizzazione di gruppo o all’aperto. E il VapCap M7 non è certo discreto quando bisogna scaldarlo con la torcia fuori casa.
Tips & Tricks, ovvero come ottenere i risultati migliori con VapCap M7 e M7XL 😶🌫️
Il VapCap M7 è un vaporizzatore che permette di ottenere un vapore pieno di sapore e incredibilmente denso. Vale la pena sfruttare i consigli qui sotto per rendere la vaporizzazione più piacevole ed efficace.
🍃 Macina le erbe fino alla consistenza giusta
Ogni vaporizzatore richiede una macinatura adeguata del materiale. Nel caso del VapCap M7 la consistenza migliore è medio-fine. Macinare le erbe con un grinder garantisce un’estrazione più efficace: dal materiale vegetale vengono “tirate fuori” più sostanze attive. La differenza si nota soprattutto nella densità del vapore e nella pienezza del suo sapore.
Bisogna evitare di macinare fino a ottenere una polvere, perché questa può finire dentro i vari elementi del vaporizzatore. La consistenza medio-fine sarà la scelta ideale. In questo modo eviteremo anche di bruciare il materiale vegetale.
🌿 Riempi la camera nel modo giusto
La camera va riempita per intero, ma senza pressare inutilmente. Tra le erbe deve restare uno spazio in cui possa passare l’aria calda. Troppo materiale può bloccare il flusso o addirittura far bruciare le erbe.
Non bisogna nemmeno metterne troppo poco. L’estrazione rischia di essere molto meno efficace. Vale però la pena ricordare che il VapCap permette di ridurre la camera. Possiamo limitarla a 0,05 g di erbe.
🔥 Impara la tecnica di riscaldamento del vaporizzatore
Il VapCap M7 va riscaldato con una torcia a butano o con un riscaldatore a induzione. Il secondo dispositivo non richiede quasi nessuna abilità. Mettiamo il vaporizzatore nell’apposito alloggiamento, aspettiamo un attimo e passiamo alla vaporizzazione. La torcia a butano richiede invece pratica.
Con il VapCap scaldiamo solo il puntale che si infila, cioè il cap. Possiamo scaldare il cap a metà altezza, facendo ruotare di continuo l’apparecchio. In questo modo otteniamo una sessione standard dopo il clic. Se invece scaldiamo un po’ più in basso, verso la fine del cap, avremo qualche tiro in meno, ma decisamente più intensi.
La tecnica di riscaldamento del VapCap M7 con la torcia va imparata: dopo un po’ di tempo, con ogni probabilità, inizierai a ottenere risultati sempre migliori. Dalla tecnica dipendono soprattutto il comfort e l’efficacia dell’inalazione.
🪥 Pulisci il vaporizzatore con regolarità
La qualità del vapore dipende, tra le altre cose, dalla pulizia dell’apparecchio. Nel caso dei vaporizzatori VapCap M7 e M7XL la pulizia è particolarmente importante. Ripaga con un vapore più gustoso, una qualità complessiva migliore e un flusso d’aria più libero.
La pulizia completa del VapCap M7 richiede di smontare l’apparecchio nelle sue parti e di lasciare in ammollo tutti gli elementi in acciaio, tranne il cap, nell’alcol isopropilico. Se usiamo bocchini aggiuntivi, bubbler o filtri ad acqua, anche il vetro si può mettere in ammollo nell’isopropanolo senza rischi. Una pulizia di questo tipo conviene farla già dopo una decina di sessioni.
Dopo ogni vaporizzazione, invece, è meglio ripulire il cap e il tip del vaporizzatore, per esempio con un pennellino o un cotton fioc. Così i residui di erbe non si attaccheranno alla resina rimasta all’interno. Se il materiale vegetale si brucia, bisogna mettere il prima possibile tutti gli elementi del vaporizzatore in ammollo nell’alcol isopropilico.
♨️ Scegli la torcia o il riscaldatore a induzione adatto
La soluzione migliore per il VapCap M7 è una torcia a butano o un riscaldatore a induzione elettronico. Usare gli accendini classici sarà molto meno efficace e lascia depositi di fuliggine sul cap del vaporizzatore. La torcia dovrebbe essere più solida di un semplice accendino a incandescenza: deve reggere un uso prolungato.
⚗️ Valuta l’acquisto di accessori esterni
Il VapCap M7 o M7XL mostra il massimo delle sue possibilità una volta abbinato a un filtro ad acqua. In quel caso la produzione di vapore è al suo meglio. Il vaporizzatore permette così di consumare tutta la camera in una manciata di tiri.
Alcuni filtri ad acqua non richiedono alcun adattatore con il VapCap M7, che si adatta all’attacco da 10 mm. Lo si può collegare anche ad altri filtri ad acqua, ma in quel caso serviranno adattatori aggiuntivi.
🚨 Attenzione a non bruciare le erbe
L’assenza di un controllo preciso della temperatura può portare a bruciare le erbe. Non bisogna scaldare il cap troppo a lungo dopo il clic. A un certo punto il materiale può bruciarsi e a quel punto sarà necessaria una pulizia a fondo dell’apparecchio.
Per chi VapCap M7 o M7XL sarà una buona scelta? 🤔
È soprattutto un’ottima proposta per chi sta passando ora dalla combustione classica alla vaporizzazione. L’esperienza è la più vicina possibile a quella di partenza. Vale la pena guardare anche all’efficacia di estrazione di questo modello. VapCap M7 e M7XL sono vaporizzatori per chi cerca un effetto marcato dalle erbe utilizzate.
Questo apparecchio è perfetto anche per chi preferisce inalazioni brevi e intense. Con questo modello è difficile ottenere una sessione davvero lunga. Il più delle volte le erbe si esauriscono dopo due cicli di riscaldamento al massimo.
Il VapCap M7 è anche un apparecchio molto parsimonioso. Basta una piccola quantità di erbe per ottenere effetti davvero intensi. La convenienza qui è un aspetto molto importante. Il dispositivo offre vapore della massima qualità e un’ottima resa a un prezzo relativamente basso.

Anche gli amanti dei dispositivi analogici dovrebbero dare un’occhiata al VapCap M7. Usare questo apparecchio sarà sempre legato a un certo rituale di riscaldamento e vaporizzazione.
Il VapCap M7 è inoltre l’ennesima proposta per i collezionisti di vaporizzatori DynaVap. L’apparecchio si presenta benissimo e il nuovo design è anche una questione di funzionalità. È senza dubbio il pezzo migliore della serie M e al momento il VapCap più rapido in fatto di estrazione.
Naturalmente vaporizzatori a butano di questo tipo non saranno la scelta migliore per tutti. Il VapCap è prima di tutto un apparecchio che richiede un po’ di attenzione e di manualità. Non farà quindi al caso di chi ama le soluzioni in cui si tira fuori il dispositivo dalla scatola, si preme un pulsante e si passa alla vaporizzazione.
Il VapCap M7 non sarà nemmeno una buona scelta per chi si avvicina da poco alla cannabis medica. Qui manca una regolazione precisa della temperatura, che in Italia i pazienti in terapia con cannabis prescritta dal 2015 dovrebbero invece poter controllare secondo le indicazioni del medico.

Se vaporizziamo molto fuori casa, anche in quel caso il VapCap non è la soluzione migliore. Portare a termine una sessione qui è purtroppo poco discreto e con il vento diventa semplicemente difficile. Anche la vaporizzazione in compagnia più ampia può risultare complicata, vista la capienza della camera.
Resta il fatto che il VapCap M7 è il primo apparecchio della serie M a offrire davvero un comportamento diverso. Qui otteniamo sessioni brevi e molto intense, con un dispositivo parsimonioso quanto le generazioni precedenti. Per i collezionisti è praticamente un must-have.
Vaporizzatore VapCap M7 e M7XL vs. concorrenza ⚔️
Il vaporizzatore VapCap M7 va confrontato prima di tutto con i modelli precedenti della serie M. Qui però troviamo una serie di novità. Innanzitutto l’apparecchio garantisce un’estrazione più rapida. Oltre a questo, il produttore ha ridotto il calore trasmesso dal tip al corpo del dispositivo. È stato adottato anche un nuovo design, che per giunta assicura una presa più sicura.
Il modello precedente, cioè il vaporizzatore VapCap M Plus, offriva una qualità e un sapore del vapore simili, ma aveva qualche difetto minore. Comparivano soprattutto problemi con il corpo che scottava e con un controllo dell’airflow poco comodo.

In termini di qualità e densità del vapore prodotto, l’apparecchio si può confrontare anche con il ben più costoso vaporizzatore WoodWynd di DynaVap. Con il VapCap M7 di vapore ne otteniamo molto di più. Con il WoodWynd, invece, il vapore è un filo più gustoso.
L’azione intensa e rapida di questo modello si può invece paragonare a quella di alcuni dispositivi elettronici come il vaporizzatore Healthy Rips ROGUE 2. Anche lì troviamo un’estrazione molto efficace e quasi istantanea. VapCap M7 e M7XL costano però molto meno del ROGUE 2 e offrono per giunta un sapore del vapore migliore.
Confronto tra VapCap M7, M7XL e i vaporizzatori elettrici ⚡
Tra i vaporizzatori elettrici non ci sono molte proposte simili al VapCap M7. Per velocità e intensità della sessione si possono citare, tra gli altri, Healthy Rips ROGUE 2 e Tinymight 2. Il VapCap M7 è la proposta per chi ama la sessione rapida al volo, non la lunga vaporizzazione serale.
Un’efficacia di estrazione simile la offrono i vaporizzatori premium come il già citato Tinymight 2, il Mighty+ o il VENTY. Con le proposte di Storz & Bickel va però tenuto presente che le sessioni sono molto più lunghe e non si ottiene un vapore altrettanto denso.
Vale la pena guardare al prezzo del VapCap M7. La versione base si compra già a circa 90 EUR (o meno durante le promozioni). È molto meno di ognuno dei vaporizzatori citati sopra. È anche per questo che il VapCap è un dispositivo così popolare. Permette di ottenere sensazioni di alto livello nella vaporizzazione a un costo piuttosto contenuto.
Vaporizzatore VapCap M7/M7XL – le conclusioni 💨
Il vaporizzatore VapCap M7 è uno degli apparecchi più potenti tra i modelli a butano. Otteniamo vapore della massima qualità e un’estrazione rapida ed estremamente efficace. L’apparecchio si distingue però per sessioni molto intense, che spesso si esauriscono in pochi tiri. L’effetto delle erbe utilizzate risulta così molto marcato e allo stesso tempo ne consumiamo pochissime. La resa, insomma, è da applausi.
Il VapCap M7 offre tutto quello che si può chiedere a un vaporizzatore a butano. È molto resistente, permette un’estrazione rapida, garantisce vapore della massima qualità e si adatta perfino ai filtri ad acqua senza adattatore. Il produttore ha curato la comodità di presa e un corpo che trasmette meno calore dal tip.
La M7 è senza dubbio la proposta migliore della serie M. Alcuni utenti la definiscono il miglior VapCap fino a oggi. Questo vaporizzatore si può considerare una vera evoluzione. Le soluzioni già usate in precedenza sono state migliorate sotto quasi ogni aspetto.







